Tecnologie per la supply chain sostenibile. Intervista a Corrado de Castro (Cleviria)

13 Apr
13/04/2015
Foto del profilo di Vitaliano Fiorillo Fiorillo

by Vitaliano Fiorillo

SDA Professor di Produzione e Tecnologia

Cari Lettori di IoM TeO,

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Corrado de Castro, Marketing Manager @Cleviria

siamo lieti di pubblicare questa intervista che Corrado de Castro, Sales and Marketing Manager di Cleviria, ci ha rilasciato. Il Dott. de Castro, oltre a essere un caro amico di vecchia data, ci dà la possibilità di esplorare un aspetto del supply chain management ancora troppo sottovalutato tra le aziende del nostro Paese. Con il suo contributo cercheremo di capire meglio quali siano vantaggi, costi, barriere e sfide della gestione sostenibile della supply chain con il supporto della tecnologia. Cleviria è una stratup italiana che si è proposta sul mercato con Thela, un web software molto “leggero” e dinamico che permette di avere piena visibilità sull’intera supply chain e molto altro. Come ogni startup, Cleviria vive la sfida quotidiana di superare la diffidenza del mercato interno verso un prodotto innovativo con enormi potenzialità e Corrado de Castro ci parlerà esattamente di questo. Buona Lettura!

VF: Caro Corrado, grazie per la tua disponibilità e per il contributo al nostro Ideas of Management. Da quando abbiamo iniziato a lavorare con il software Thela per sviluppare una simulazione didattica (leggi notizia) devo dire che siamo diventati molto più sensibili al tema della tecnologia nella gestione sostenibile della supply chain. In questa sede, come in molti nostri corsi, abbiamo sempre sottolineato come visibilità e collaborazione nella supply chain siano la chiave per ottenere elevate performance di sostenibilità sulla triple bottom line. Riuscire nell’intento però è una vera e propria sfida senza gli strumenti tecnici adeguati.
Nell’ultimo sondaggio sull’allineamento tra supply chain e strategia aziendale (scarica la presentazione) abbiamo chiesto ai manager della nostra community (Club Produzione e Tecnologia) se utilizzassero o meno software e tecnologie per la collaborazione e la trasparenza nella supply chain. Non sorprendentemente, solo il 50% degli intervistati ha affermato di utilizzare un qualche tipo di software. Leggi tutto →

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Disruptive innovation: opportunità e minacce

02 Apr
02/04/2015
Foto del profilo di Silvia Zamboni Zamboni

by Silvia Zamboni

SDA Professor di Produzione e Tecnologia

Innovazione combinatoria, disruptive innovation,  aziende entranti e incumbent, questi i temi discussi nell’ultimo workshop dell’area.

A dire il vero c’è ancora tanta confusione quando si parla di “disruptive innovation”, letteralmente innovazioni “distruttive” o “devastanti”, vale a dire innovazioni che cambiano radicalmente le modalità cui i consumatori sono abituati a pensare o usare prodotti e servizi e le modalità in cui si delineano nuovi modi di concorrere, che rendono i confini tra i settori industriali cui siamo abituati sempre più sfumati.

Si pensi alle cosiddette tecnologie disruptive, avanzamenti tecnologici di tale portata che stanno già cambiando le nostre abitudini e continueranno a farlo. Già nel 2013 un report della McKinsey  le aveva identificate attraverso 4 parametri fondamentali: tassi di cambiamento molto rapidi (sia in termini di migliori performance nel tempo, sia in termini di riduzione dei costi associati per ottenerle o implementarle in nuovi soluzioni), ambiti di applicazione potenzialmente molto ampi, nuove possibilità di creazione di valore per i mercati esistenti o nuovi mercati e, non ultimo, la loro capacità di cambiare le regole del gioco, sia lato consumatori, sia lato aziende. Basti pensare per esempio alla pervasività della tecnologia mobile e rivoluzione digitale associata a prodotti e servizi. Dal punto di vista economico, questo si è tradotto nell’identificazione di nuove professionalità del digital marketing (o mobile marketing) e di gestione della mole di informazioni che è possibile ottenere a supporto dei processi di innovazione o di supply chain e le potenzialità derivanti dalla creazione di canali di vendita nuovi (multicanalità). Leggi tutto →

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Contraffazione e Supply Chain Management nella moda e nel lusso

03 Mar
03/03/2015
Foto del profilo di Iolanda D'Amato

by Iolanda D'Amato

SDA Professor di Produzione e Tecnologia

La globalizzazione del settore della moda e del lusso, lo sviluppo tecnologico e l’aumento delle vendite su internet hanno creato negli ultimi anni grandi opportunità di business e di crescita per le aziende del settore ma anche una serie di rischi dovuti all’emergere di supply chain complesse, composte da una moltitudine di attori, geograficamente disperse, spesso vulnerabili e difficili da controllare in modo adeguato.

Uno dei problemi con cui, in misura maggiore o minore, devono confrontarsi le aziende di moda e lusso è quello della contraffazione. In una prospettiva di supply chain, questo fenomeno si intreccia con una serie di altri fenomeni come il mercato parallelo/grigio, le infiltrazioni nella supply chain legittime, la contraffazione dei punti vendita, le sovra-produzioni non autorizzate, i furti e il traffico di beni rubati, e viene incluso in un concetto più generale di “Commercio illegittimo” sul quale diventa cruciale fare chiarezza, comprenderne le relazioni e le contaminazioni, e definire le appropriate strategie di risposta per proteggere il proprio mercato e la propria filiera.
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Supply Chain Strategy. L’importanza di allineare la strategia aziendale con le scelte di Supply Chain

07 Feb
07/02/2015
Foto del profilo di Marco Bettucci

by Marco Bettucci

SDA Professor di Produzione e Tecnologia - Responsabile Club Produzione e Tecnologia

25 Febbraio 2015, 14:4518:00
Milano – Aula 01 – Via Bocconi, 8

La Supply Chain dovrebbe essere responsabile del coordinamento delle tradizionali attività di operations all’interno dell’azienda e, in ottica di filiera, tenere sotto controllo il network di fornitori a monte e i comportamenti e la soddisfazione del consumatore finale a valle.

La velocità e l’imprevedibilità con cui si modifica lo scenario competitivo implica una continua riflessione sulle scelte di design e gestione della Supply Chain, al fine non solo di salvaguardare le dinamiche di business ma anche di adottare un approccio orientato alla collaborazione e al risk management.

Ma la Supply Chain è davvero considerata una funzione attraverso cui accrescere la competitività dell’impresa? Esiste un allineamento tra strategia aziendale e strategia di Supply Chain?
Durante il workshop saranno presentati e discussi con docenti e manager i risultati di una breve survey.

Scarica il programma del Workshop

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Supply Chain Strategy

12 Gen
12/01/2015
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by Vittoria Veronesi

SDA Professor di Produzione e Tecnologia

La Supply Chain è davvero considerata una funzione attraverso cui accrescere la competitività dell’impresa? Esiste un allineamento tra strategia aziendale e strategia di Supply Chain? Fino a che punto le performance della Supply Chain sono legate alle performance aziendali?

Il Supply Chain Management ha acquisito un ruolo sempre più cruciale e delicato nell’attuale contesto economico e produttivo globalizzato. Oggigiorno, infatti, non solo è importante salvaguardare le dinamiche di business ma, al tempo stesso, deve essere adottato un approccio orientato alla collaborazione e al risk management, in modo che l’azienda interagisca proattivamente e costruttivamente lungo la filiera o le filiere in cui essa opera. Al fine di generare valore, quindi, la supply chain dovrebbe svolgere una duplice funzione. Essere responsabile del coordinamento delle tradizionali attività delle operations all’interno dell’azienda (produzione, logistica, acquisti, ecc.), e, in ottica di filiera, tenere sotto controllo il network di imprese da cui l’azienda si approvvigiona e i comportamenti e la soddisfazione del consumatore finale.

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