Il coraggio di innovare nelle PMI

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01 Giu
01/06/2017
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by Carmine Tripodi

SDA Professor of Strategic and Entrepreneurial Management

Da più parti si continua a ripetere alle imprese che devono cambiare molte cose del vecchio modello di business per garantirsi una continuità di successo in scenari competitivi in costante evoluzione e profondamente diversi da quelli degli scorsi decenni. E se queste raccomandazioni valgono in generale, sono tanto più stringenti nel caso si parli di Pmi che, oltre a tutto il resto, vengono spesso indicate come troppo piccole per essere competitive.

Da un punto di vista teorico, sembrano tutti convinti che questo debba avvenire. Non si riescono ad immaginare leader moderni che non sappiano interpretare i nuovi comportamenti di consumo ripensando le strategie commerciali; che non siano capaci di sfruttare le nuove tecnologie per intensificare e riempire di contenuti la relazione con i clienti e con il mercato; che non riescano a creare contesti organizzativi dinamici, capaci di attrarre talenti e funzionali a generare nuove idee; che non pensino a come sfruttare le opportunità offerte dall’apertura dei mercati internazionali.

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Affrontare il digitale: perché ripartire dalla strategia

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18 Mag
18/05/2017
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by Francesco Saviozzi

SDA Professor of Strategic and Entrepreneurial Management

Se parole come Digital Disruption e Digital Transformation sono ormai entrate nel lessico familiare di molte imprese, le implicazioni per il settore di riferimento e per la singola azienda non sono sempre facili da decifrare. I consumatori stanno sposando sempre più la via del digitale, ma con comportamenti ancora molto disomogenei e sempre più frammentati. Il successo dei grandi player digitali come Google, Amazon o Facebook, legittimato da invidiabili risultati economici, è una fonte di ispirazione, ma raramente rappresenta una ricetta replicabile per aziende che hanno costruito il proprio successo su basi profondamente “analogiche” (prodotti, processi produttivi, competenze specialistiche, relazione con i clienti). L’emergere di nuovi modelli di business, spesso introdotti da startup appena nate, minaccia di mettere in discussione regole del gioco consolidate e il posizionamento di incumbent consolidati (si pensi alle banche o alle assicurazioni). L’affermazione, infine, di nuovi paradigmi tecnologici e economici, anche quando supportati da specifiche iniziative di policy, come nel caso dell’Industry 4.0, aiuta a sensibilizzare tutti gli attori in causa, ma produce ancora impatti limitati dal punto di vista delle scelte di investimento nel breve-medio termine.

Per quanto la trasformazione digitale venga considerata sempre più un percorso obbligato, non sorprende dunque che le aziende manchino ancora di prospettiva e di un senso di urgenza nell’affrontare proattivamente il cambiamento e coglierne le opportunità. La risposta alla domanda “che fare?” è spesso risolta da un insieme di iniziative puntuali circoscritte al digitale – sommariamente raccolte sotto il cappello di una Digital Strategy –, slegate da una visione organica dell’azienda e della sua evoluzione nel tempo. Ma per affrontare con successo la Digital Transformation, il problema non è tanto definire alcune azioni mirate, ma ripensare la strategia aziendale in un contesto che è (e sarà) sempre più digitale.

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Made to Serve: innovare nel packaging. Intervista a Guido Iannone

Reading time: 5 minutes

11 Mag
11/05/2017
Foto del profilo di Guia Beatrice Pirotti

by Guia Pirotti

SDA Professor of Strategic and Entrepreneurial Management

3Z4B0625_edOggi il packaging non serve più solo a contenere un prodotto, ma diventa un elemento di differenziazione importante per riuscire ad influenzare le decisioni di acquisto - il 60% delle decisioni di acquisto avviene davanti agli scaffali della grande distribuzione -, comunicare con il consumatore raccontando l’origine e le specificità del prodotto con una crescente attenzione alla sostenibilità ambientale. Il packaging è infatti un anello fondamentale della catena di fornitura e l’innovazione rappresenta un elemento chiave per poter creare valore aggiunto a tutti i livelli della filiera.

Nuceria Group, azienda specializzata nella progettazione e realizzazione di soluzioni di packaging integrato ha fatto della tensione continua all’innovazione uno dei suoi elementi portanti. Il gruppo non si concentra sulla sola evoluzione dei prodotti, ma vuole offrire un più ampio pacchetto di offerta, una soluzione a 360 gradi nella quale i servizi svolgono un ruolo sempre più importante. 
Per operare questa trasformazione diventa fondamentale coinvolgere la filiera e agire da partner in grado di accompagnare il cliente in tutta l’esperienza d’acquisto. Ne parliamo con Guido Iannone, General Manager di Nuceria Group.

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The art of culinary: building a global business. An interview with Alexander Blanc

Reading time: 7 minutes

04 Mag
04/05/2017
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by Olga Annushkina

SDA Professor of Strategic and Entrepreneurial Management

1J2A0827_ED-resizedGrowing abroad in the food services industry is challenging: local tastes and flavours, local food rituals, local religious and cultural constraints, local legislation on safety and quality. Add the perishability issue, high transportation costs and constantly changing cross border tariff and non-tariff barriers and you receive a perfect recipe of a business context for “fortune favours the bold” type of people. Exactly how I would describe Alexander Blanc, a Russian-Israeli, whom I met in 1999 in Milan when we both worked in management consulting.
Today we discuss the differences of doing business in three different locations – Moscow, Singapore and Bucharest – for Culinaryon, an international culinary school, the “Disneyland of culinary schools”.

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Fooled by randomness: se l’avversità diventa un’idea di business. Intervista a Giorgio Pautrie

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27 Apr
27/04/2017
Foto del profilo di Giacomo Marchesini

by Giacomo Marchesini

SDA Research Fellow of Strategic and Entreprenurial Management

 “Quel che si ottiene con scarso aiuto della fortuna è più resistente al caso”
N. Taleb, “Fooled By Randomness”

 

Giorgio Pautrie_ CEO & Founder DanteMS_small

Nell’intraprendere un percorso imprenditoriale bisogna essere consapevoli del fatto che, per quanto si possano pianificare e analizzare scenari, il “caso” gioca sempre un suo ruolo. Improvvisazione e sperimentazione, se applicate con metodo, svolgono un ruolo essenziale.

Questa è la storia di Giorgio Pautrie, 27 anni, CEO e Co-fondatore di Dante Medical Solutions. L'azienda, nel 2015, ha lanciato sul mercato Mind the Gum, una chewing gum che è in grado di migliorare memoria, concentrazione e lucidità, combinando 15 componenti attivi e l'effetto coadiuvante della masticazione. Oggi è incubata in Speed Mi Up e il prodotto è distribuito in più di 1.000 punti vendita in tutta Italia. Dopo aver venduto più di mezzo milione di confezioni in un anno e aver ottenuto visibilità anche sulla stampa internazionale, il prossimo passo sarà lo sviluppo sui mercati esteri.

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