Archivio tag per: piccole imprese

Made to Serve: innovare nel packaging. Intervista a Guido Iannone

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11 Mag
11/05/2017
Foto del profilo di Guia Beatrice Pirotti

by Guia Pirotti

SDA Professor of Strategic and Entrepreneurial Management

3Z4B0625_edOggi il packaging non serve più solo a contenere un prodotto, ma diventa un elemento di differenziazione importante per riuscire ad influenzare le decisioni di acquisto - il 60% delle decisioni di acquisto avviene davanti agli scaffali della grande distribuzione -, comunicare con il consumatore raccontando l’origine e le specificità del prodotto con una crescente attenzione alla sostenibilità ambientale. Il packaging è infatti un anello fondamentale della catena di fornitura e l’innovazione rappresenta un elemento chiave per poter creare valore aggiunto a tutti i livelli della filiera.

Nuceria Group, azienda specializzata nella progettazione e realizzazione di soluzioni di packaging integrato ha fatto della tensione continua all’innovazione uno dei suoi elementi portanti. Il gruppo non si concentra sulla sola evoluzione dei prodotti, ma vuole offrire un più ampio pacchetto di offerta, una soluzione a 360 gradi nella quale i servizi svolgono un ruolo sempre più importante. 
Per operare questa trasformazione diventa fondamentale coinvolgere la filiera e agire da partner in grado di accompagnare il cliente in tutta l’esperienza d’acquisto. Ne parliamo con Guido Iannone, General Manager di Nuceria Group.

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Wine democracy: fare impresa per innovare nel vino

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06 Mag
06/05/2015
Foto del profilo di Sara Mitterhofer

by Sara Mitterhofer

Research Fellow of Strategic and Entrepreneurial Management

 “Tutti i cittadini fanno del bene all’umanità ogni volta che bevono un buon bicchiere di rosso.”

AlessandraQuartaCosì, il sesto articolo del Manifesto per una democrazia del vino chiude una serie di slogan per fare del mondo del vino un settore che non conosce età, generi e conformismi. La wine democracy nasce dall’idea di Alessandra Quarta, imprenditrice vitivinicola 25enne dallo spirito cosmopolita. Lei, origini leccesi, cresciuta tra Como, gli Stati Uniti e l’Andalusia, laureata in Bocconi, collaboratrice per l’Unesco a Roma e poi per l’Inter-American Development Bank in Colombia e Bolivia, ha sempre avuto l’ambizione di voler dare un suo contributo al bene comune.
Lo fa in Manduria, tramite il Qu.Ale - un vino di qualità alla portata di tutti – convinta che il vino sia un prodotto che ha una valenza stupefacente, basta un bicchiere per essere felici.

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PMI: cinque leve per diventare grandi

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27 Mar
27/03/2015
Foto del profilo di Carmine Tripodi

by Carmine Tripodi

SDA Professor of Strategic and Entrepreneurial Management

Qualche mese fa, la società ICM International ha stilato una classifica, riportata dai principali quotidiani nazionali, dei marchi italiani più appetibili per i fondi e gli investitori internazionali. Come al solito, guardando la parte alta della classifica, a farla da padrone sono le aziende del settore dell’abbigliamento (Liu Jo, Canali, Cavalli, Original Marines, Capri), della moda (Furla), dell’alimentare (Pasta Divella, Mutti) e dell’arredamento (Molteni, iGuzzini), che coprono tutte le prime dieci posizioni. Si tratta di aziende con una forte connotazione di Made in Italy, che hanno saputo consolidare nel tempo la presenza sui mercati internazionali, che hanno fatto della qualità del prodotto un elemento caratterizzante dell’offerta, ma che oltre a tutto questo hanno un ulteriore elemento in comune: hanno tutte un fatturato compreso tra i 150 e i 300 milioni di euro.

Certo, la dimensione non è l’unico elemento di valore, come testimonia il gran numero di aziende che sono ricomprese nella stessa fascia di fatturato e che non sono ai primi posti della classifica. E’ peraltro vero che, laddove siano presenti una serie di altri elementi di eccellenza, la dimensione continua a fare la differenza.

Senza voler, con questo, entrare in annosi dibattiti sulla dimensione ottima delle imprese e dover scegliere tra piccole dimensioni e flessibilità, da una parte, e grandi dimensioni ed efficienza, dall’altra, forse vale la pena fare qualche riflessione sul tema della crescita e indicare un percorso in cinque mosse per le imprese di piccole e medie dimensioni, soprattutto in uno scenario competitivo che è molto cambiato in questi anni.

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La passione per la terra: l’opportunità per le nuove generazioni. Intervista a Maria Letizia Gardoni

25 Feb
25/02/2015
Foto del profilo di Sara Mitterhofer

by Sara Mitterhofer

Research Fellow of Strategic and Entrepreneurial Management

 
“L’agricoltura sta dando, specialmente ai giovani, l’opportunità di restare in Italia e di crearsi una opportunità di crescita professionale e personale. Sta concedendo risposte concrete a bisogni reali in un momento in cui c’è un totale ripensamento dei modelli di sviluppo del nostro Paese. In una condizione in cui sono tanti i segnali di recessione, l’agricoltura è l’unica realtà economica e sociale caratterizzata da una scia di trend positivi, dall’occupazione, al fatturato, fino all’export.”

MariaLetiziaGardoniPer la 26enne Maria Letizia Gardoni il settore agricolo rappresenta una speranza per rilanciare il paese. Occhi vispi, sorriso sui denti e determinazione ferrea, a 19 anni ha fatto un mutuo per dar vita alla propria impresa di orticoltura macrobiotica, a 25 anni è stata eletta Delegata Nazionale di Coldiretti Giovani Impresa.

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Gli imprenditori che fanno la differenza

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21 Gen
21/01/2015
Foto del profilo di Federico Visconti

by Federico Visconti

SDA Professor of Strategic and Entrepreneurial Management

Gli anni e i mesi più recenti hanno scolpito nella roccia le due grandi opzioni che il Paese ha di fronte: accettare il declino oppure cercare di contrastarlo, favorendo la crescita di persone in grado di creare innovazioni nei settori tradizionali, in ambiti tecnologici di frontiera, nel mondo dei servizi. La prima alternativa sta già minando i risparmi della famiglie, le prospettive dei giovani, il clima socio-economico generale. Non ci sono dubbi: si deve percorrere la seconda strada.

Per farlo, bisogna innescare un processo evolutivo tra gli imprenditori, con un obiettivo ben chiaro: portare alla ribalta eredi di famiglie imprenditoriali e nuovi imprenditori capaci di fronteggiare la Grande Crisi e di cogliere le opportunità che anche nei momenti più difficili si manifestano. Occorre dare spazio agli imprenditori più bravi e ridimensionare quelli mediocri. Il processo è inevitabilmente selettivo. In buona sostanza: bisogna capire quali sono gli imprenditori che fanno la differenza. 

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