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Affrontare le sfide del mercato, tra sfumature e pensiero divergente. Intervista a Salvatore D’Agati.

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31 Ott
31/10/2016
Foto del profilo di Lucia Paladino

by Lucia Paladino

SDA Lecturer of Strategic and Entrepreneurial Management

Foto Profilo_SnapseedIn uno scenario in rapido cambiamento, data l'evoluzione dei bisogni dei consumatori, la digitalizzazione e la globalizzazione, le sfide di chi si confronta ogni giorno con il mercato sono sempre più rilevanti. Un cambiamento che rappresenta una grande opportunità per giovani di talento che sappiano interpretarne la dinamicità contribuendo all'evoluzione del ruolo del marketing in azienda.

Come è cambiato il mercato? Quali sono le competenze fondamentali per un giovane per sviluppare un percorso professionale in questo campo oggi? Ne parliamo con Salvatore D'Agati, 30 anni, che ha sviluppato il proprio percorso professionale prima in Bain e poi in Ferrero, approdando infine a Nestlè Purina nel ruolo di Senior Brand Manager. 

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What’s hot & What’s not in Fashion: Cocreate! Il nuovo ciclo di vita del prodotto moda

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11 Dic
11/12/2014
Foto del profilo di Nicola Guerini

by Nicola Guerini

Research Fellow of Strategic and Entrepreneurial Management


E’ possibile ripensare il ciclo di vita del prodotto moda riprogettandone la filiera?
Così come il modello del fast-fashion in passato ha imposto un ripensamento delle logiche di funzionamento del settore moda, ed ha creato nuovi modelli di business i cui fattori critici di successo differivano profondamente da quelli presenti in precedenza, più recentemente si assiste ad un ripensamento da parte delle aziende della progettazione della gestione del ciclo di vita del prodotto moda, il cosiddetto Product Lifecycle Management (PLM).

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Masstige: applicare il Dream Factor al Mass Market

Reading time: 8 minutes

13 Feb
13/02/2014

Foto del profilo di Erica Corbellini

by Erica Corbellini

SDA Professor of Strategic and Entrepreneurial Management


In principio è stato il lusso cosiddetto democratico, conseguenza di decenni di strategie di crescita basate sulla creazione di linee sedicenti giovani, di certo più basse come prezzo (e qualità), e di stretching dei marchi della moda dall’originale core business dell’abbigliamento verso i più redditizi profumi e accessori come borse, scarpe e occhiali. L’abito haute couture da favola, indossato dalla celebrity “skinny and sexy” sulla rivista patinata, serviva per creare il “fattore sogno’” grazie al quale il giorno dopo le lettrici avrebbero acquistato non il vestito da sera a 30.000 euro ma il rossetto a 30, sentendosi idealmente sul tappeto rosso grazie al logo stampato sul packaging.

Mentre il lusso faceva “trading down” alcuni marchi del mass market guardavano allo stesso enorme bacino di milioni di consumatori aspirazionali e cominciavano a fare “trading up”. Perché lasciare al segmento alto il vantaggio di differenziazione e dover combattere ogni giorno una guerra all’ultimo centesimo sul prezzo e quindi sui costi? Leggi tutto →