Archivio tag per: management

Overcoming the Liability of Outsidership

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12 Nov
12/11/2014
Foto del profilo di Olga Annushkina

by Olga Annushkina

SDA Professor of Strategic and Entrepreneurial Management

During one of our executive education programs I happened to talk to a manager who was an “NRI” – a non-resident Indian, originally from Kolkata who completed his studies in Europe and had been working for a German multinational. And I was told yet another example reconfirming the impact of the Liability of Outsidership on personal and company performance in doing business abroad.
After several years in a junior managerial position at the company’s headquarters in Europe, that person was relocated to India with an objective to strengthen the company’s local business development activities. Despite his energy, motivation and good relationship skills, that person kept on being “bounced back”, unable to create effective business relationships with potential clients and business partners. Seeing the meagre results of the initial decision, the company decided to adapt its policy: he was joined by a “local” Indian manager and things improved. “Before, I was seen an outsider, you know, even if I am an Indian”, he told me.

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Together is beautiful? Oltre la retorica del Fare Rete

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13 Ott
13/10/2014
Foto del profilo di Federico Visconti

by Federico Visconti

SDA Professor of Strategic and Entrepreneurial Management

Due provocazioni, dalla realtà vissuta.
La prima, di un imprenditore che sta valutando se avviare una collaborazione con altri: “Non è che mettendo insieme cinque aziende zoppe vien fuori un’azienda sana”.
La seconda, di un imprenditore impegnato in una rete di successo: “Se vuoi lavorare con altri imprenditori, una sera devi tornare a casa, mettere la testa sul comodino e, il giorno dopo, mettertene un’altra” .

Il tema delle aggregazioni non è nuovo, tutt’altro.
Di nuovo c’è il fenomeno delle reti d’impresa, formula “dal basso”, disciplinata da leggi del 2009 e del 2010. L’istituto della rete d’impresa è un contratto di diritto civile caratterizzato da comunione di scopo. In termini concreti, occorre che un gruppo di imprenditori decida di perseguire obiettivi condivisi (lo scambio di informazioni, l’esercizio in comune di alcune attività, …) e ne stabilisca le modalità nell’ambito di un contratto di rete, stipulato per atto pubblico o per scrittura privata autenticata. Il contratto deve contenere un programma di rete e deve prevedere un parametro di misurazione delle accresciute capacità di innovazione degli aderenti.

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Hai un buon capo? La risposta in sei domande

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01 Set
01/09/2014
Foto del profilo di Antonio Catalani

by Antonio Catalani

SDA Professor of Strategic and Entrepreneurial Management

Sei appena tornato dalle vacanze, quest’anno meno lunghe del solito, forse è proprio per questo che ti senti già terribilmente insoddisfatto, demotivato e annoiato; la mattina ti alzi e sei svogliato, fai davvero fatica a carburare. O, peggio, andare al lavoro è diventato fonte di ansia e non sai mai cosa può succedere (certamente nulla di buono). Oppure ti sembra che tutti in azienda siano irritabili e stiano per ammutinarsi e tu, invece, ti senti un incapace, la tua vita è diventata un inferno e rischi l’ulcera.

Forse hai solo bisogno di una vacanza vera, oppure devi cambiare stile di vita.
O, ancora, è arrivato il momento di chiederti se hai un buon capo.

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Perchè ripensare la ricetta della differenziazione

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10 Ago
10/08/2014
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by Luana Carcano

SDA Professor of Strategic and Entrepreneurial Management

E’ dagli anni '80 che studi e ricerche sulle imprese eccellenti propongono come un mantra che, per avere successo nel lungo periodo, bisogna differenziarsi dai concorrenti.
Molte aziende hanno intrapreso una gara, quasi esasperata, nell’offerta di prodotti e servizi sempre più ricercati, talvolta perfino troppo sofisticati per essere compresi appieno dalla propria clientela. Altre invece hanno ridisegnato le attività interne per costruire un modello di business che le renda differenti. Altre ancora hanno puntato prevalentemente sulla costruzione di un’immagine attrattiva.
In molti casi l’obiettivo principale perseguito sembra essere stupire e sorprendere.

Il Viagra, è un farmaco che viene venduto in compresse da 10mg e 20mg, possono essere prese solo una volta in un giorno, circa 30 minuti prima di avere un’attività sessuale. Tuttavia, prima di Ordinare Cialis online, occorre necessariamente assicurarsi del fatto che mancano le controindicazioni per il suo uso.

Dopo più di quarant’anni di pratica, la costruzione di un brand forte e riconosciuto (Salvatore Ferragamo o Illy solo per citarne un paio), un’organizzazione della supply chain differente rispetto ai concorrenti (per esempio Zara), o un sistema d’offerta unico (si pensi ai casi di riferimento del design italiano, come Kartell o Poltrona Frau) rappresentano ancora elementi cruciali per avere successo nell’attuale contesto competitivo?

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What’s hot in…Cosmetics. Il Made in Italy si rifà il trucco: il Beauty è mondiale

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16 Lug
16/07/2014
Foto del profilo di Gabriella Lojacono

by Gabriella Lojacono

SDA Professor of Strategic and Entrepreneurial Management

Quando si pensa al prodotto cosmetico, e al make-up in particolare, vengono immediatamente in mente brand noti come Chanel, Dior, Guerlain, Shiseido ed Estée Lauder. Peccato, che nessuno sappia che spesso questi prodotti sono realizzati da fornitori Italiani, per la maggior parte in un’area compresa tra Crema e Cremona, nota come “il Polo della Cosmesi”.
L’offerta italiana di cosmetici è riconosciuta nel mondo per l’innovazione delle formulazioni ed il livello di servizio delle imprese produttrici, elementi che hanno consentito alla filiera del cosmetico Made in Italy di affermarsi sia sui mercati tradizionali sia su quelli emergenti. Secondo Cosmetica Italia, che raggruppa le 500 principali aziende del comparto, oltre il 60% del make-up venduto nel mondo è di produzione italiana. L’export è pari a circa 3.200 milioni di Euro, un risultato superiore ad altri importanti comparti del Made in Italy, come l’occhialeria. 

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