Archivio tag per: imprenditorialità

Il mestiere di fare impresa nell’impresa. Intervista a Tim Neckebroeck

Reading time: 6 minutes

13 Gen
13/01/2016
Foto del profilo di Lucia Paladino

by Lucia Paladino

SDA Lecturer of Strategic and Entrepreneurial Management

tim nTim Neckebroeck, 33enne, belga di nascita e milanese di adozione, in Albini Group dal 2008, ci racconta che cosa significa fare impresa all’interno di una delle più antiche e, allo stesso tempo, innovative aziende del tessile in Italia. Ci sono ancora troppi pochi imprenditori, almeno in Italia, che considerano l'imprenditorialità del singolo e l'autonomia dei dipendenti, nell'ideare e sviluppare un progetto all'interno dell'ambiente azienda, una chiave vincente per il progresso creativo e sostenibile. Scoprendo le attività di Tim all'interno di Albini, avremo una dimostrazione reale di come sia possibile fare impresa nell'impresa.

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Perché la Lean Start-up non ha cambiato tutto

Reading time: 9 Minutes

28 Ott
28/10/2015
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by Cinzia Parolini

SDA Professor of Strategic and Entrepreneurial Management

Negli ultimi anni è andato crescendo fra le start-up della digital economy un movimento (il Lean Start-Up Movement) secondo il quale la chiave del successo di una nuova iniziativa imprenditoriale non passa attraverso la scrittura di business plan, ma testando direttamente il mercato con un “minimum viable product”, innescando così un processo di apprendimento e miglioramento continuo (validated learning process). Nelle parole di Steve Blank, dal suo articolo "Why the Lean-Startup changes everything" su Harvard Business Review (2013): 

“Launching a new enterprise has always been a hit-or-miss proposition. According to the decades-old formula, you write a business plan, pitch it to investors, assemble a team, introduce a product, and start selling as hard as you can. And somewhere in this sequence of events, you’ll probably suffer a fatal setback”.

Blank e Ries (autore del libro The Lean Start-Up) affermano di avere trovato il "Santo Graal dello start-upper", la formula che consente di ridurre la rischiosità del lancio di nuovi business, proponendo una metodologia che favorisce la sperimentazione rispetto alla pianificazione, il feedback dei clienti rispetto all’intuito e il design iterativo rispetto al design realizzato up-front, prima di lanciare il prodotto o servizio sul mercato attraverso. Una prospettiva che ha senz'altro avuto un impatto molto diffuso nello scenario delle nuove iniziative imprenditoriali, che, tuttavia, non è così dirompente come suggerito dai suoi autori e può essere applicata con successo solo in determinati contesti e se integrata con strumenti e modelli tradizionali. Vediamo perché, approfondendo nel dettaglio i due principali pilastri della Lean Startup: il business model canvas e il processo di validated learning.

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6 Lezioni per una Leadership “multiforme” nelle imprese familiari

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10 Giu
10/06/2015

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by Daniela Montemerlo

SDA Professor of Strategic and Entrepreneurial Management

Sono sempre dense di insegnamenti le esperienze degli imprenditori e SDA Bocconi School of Management, con le sue iniziative dedicate ai capi azienda, alle loro imprese e alle famiglie proprietarie, ha il privilegio di raccoglierne numerose.

In tema di leadership, l’osservazione delle storie di alcuni protagonisti del nostro made in italy mi ha portata, insieme a Paolo Morosetti, a enucleare alcune “lezioni” che potrebbero far riflettere tanti altri protagonisti di quel tessuto imprenditoriale di cui è ricco il nostro Paese.

Alcune lezioni riguardano più specificamente l’azienda, altre la famiglia; tutte, in realtà, sottendono un primo insegnamento base: per guidare con successo un’impresa familiare occorre essere “ambidestri” come si dice nella letteratura internazionale (Lansber, 1999). Meglio ancora, occorre essere “multiformi” per valorizzare al meglio le possibili sinergie che, da un lato, fanno di una famiglia imprenditoriale un motore di crescita e di aggregazione di talenti (familiari e non) per l’azienda e che, dall’altro, fanno di un’azienda una fonte di coesione, di sviluppo personale e professionale oltre che di benessere economico. Come dar vita a questi circoli virtuosi? Ecco, in breve, che cosa abbiamo imparato.

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Le PMI in Italia: investire o non investire?

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28 Mag
28/05/2015

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by Federico Visconti

SDA Professor of Strategic and Entrepreneurial Management

Il tema è caldo, complici i primi (timidi) segnali di ripresa. Il tema è fluido, con imprenditori e banche in posizione di sostanziale attesa. Come si decide se investire nelle PMI e sulla base di quali considerazioni? Vediamo qualche dato da cui é possbile trarre qualche spunto di riflessione. I dati sono analizzati dall’Osservatorio PMI della SDA Bocconi School of Management, giunto alla sua seconda edizione, dedicato all’universo delle imprese italiane con un fatturato compreso tra 5 e 50 milioni di euro e focalizzato sulle loro performance economico-finanziarie nel periodo 2008-13. Si tratta di una popolazione che, a fine 2013, risultava costituita da 44.879 imprese, con circa due milioni e trecentomila addetti e con un valore della produzione nell’ordine del 38% del PIL.

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Wine democracy: fare impresa per innovare nel vino

Reading time: 5 minutes

06 Mag
06/05/2015
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by Sara Mitterhofer

Research Fellow of Strategic and Entrepreneurial Management

 “Tutti i cittadini fanno del bene all’umanità ogni volta che bevono un buon bicchiere di rosso.”

AlessandraQuartaCosì, il sesto articolo del Manifesto per una democrazia del vino chiude una serie di slogan per fare del mondo del vino un settore che non conosce età, generi e conformismi. La wine democracy nasce dall’idea di Alessandra Quarta, imprenditrice vitivinicola 25enne dallo spirito cosmopolita. Lei, origini leccesi, cresciuta tra Como, gli Stati Uniti e l’Andalusia, laureata in Bocconi, collaboratrice per l’Unesco a Roma e poi per l’Inter-American Development Bank in Colombia e Bolivia, ha sempre avuto l’ambizione di voler dare un suo contributo al bene comune.
Lo fa in Manduria, tramite il Qu.Ale - un vino di qualità alla portata di tutti – convinta che il vino sia un prodotto che ha una valenza stupefacente, basta un bicchiere per essere felici.

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