Archivio tag per: imprenditori verso il 2020

Adelante, con juicio. Cinque idee per lo sviluppo delle PMI

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02 Dic
02/12/2015
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by Carmine Tripodi

SDA Professor of Strategic and Entrepreneurial Management

Quando nei Promessi Sposi il cancelliere Ferrer si trova con la sua carrozza nel mezzo dei tumulti scatenati dalla decisione di fissare un calmiere al prezzo del pane, nella concitazione del momento e nel tentativo di raggiungere in fretta un luogo più tranquillo, il Manzoni gli fa pronunciare la frase rivolta al suo cocchiere poi diventata famosa: “Pedro, adelante con juicio”.

Quello che è un misto tra un suggerimento e un ordine, descrive con efficacia la linea di condotta da seguire per tirarsi via da una situazione difficile, ma è anche un bellissimo manifesto di quanto dovrebbero fare le piccole e medie imprese. “Affrettarsi” e “andare avanti”, conservando al contempo “saggezza” e “prudenza”. Un'apparente contraddizione da superare tra l’incedere, che comporta inevitabilmente qualche rischio, e il rimanere prudenti, che può condurre all’immobilismo.

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PMI: cinque leve per diventare grandi

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27 Mar
27/03/2015
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by Carmine Tripodi

SDA Professor of Strategic and Entrepreneurial Management

Qualche mese fa, la società ICM International ha stilato una classifica, riportata dai principali quotidiani nazionali, dei marchi italiani più appetibili per i fondi e gli investitori internazionali. Come al solito, guardando la parte alta della classifica, a farla da padrone sono le aziende del settore dell’abbigliamento (Liu Jo, Canali, Cavalli, Original Marines, Capri), della moda (Furla), dell’alimentare (Pasta Divella, Mutti) e dell’arredamento (Molteni, iGuzzini), che coprono tutte le prime dieci posizioni. Si tratta di aziende con una forte connotazione di Made in Italy, che hanno saputo consolidare nel tempo la presenza sui mercati internazionali, che hanno fatto della qualità del prodotto un elemento caratterizzante dell’offerta, ma che oltre a tutto questo hanno un ulteriore elemento in comune: hanno tutte un fatturato compreso tra i 150 e i 300 milioni di euro.

Certo, la dimensione non è l’unico elemento di valore, come testimonia il gran numero di aziende che sono ricomprese nella stessa fascia di fatturato e che non sono ai primi posti della classifica. E’ peraltro vero che, laddove siano presenti una serie di altri elementi di eccellenza, la dimensione continua a fare la differenza.

Senza voler, con questo, entrare in annosi dibattiti sulla dimensione ottima delle imprese e dover scegliere tra piccole dimensioni e flessibilità, da una parte, e grandi dimensioni ed efficienza, dall’altra, forse vale la pena fare qualche riflessione sul tema della crescita e indicare un percorso in cinque mosse per le imprese di piccole e medie dimensioni, soprattutto in uno scenario competitivo che è molto cambiato in questi anni.

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Gli imprenditori che fanno la differenza

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21 Gen
21/01/2015
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by Federico Visconti

SDA Professor of Strategic and Entrepreneurial Management

Gli anni e i mesi più recenti hanno scolpito nella roccia le due grandi opzioni che il Paese ha di fronte: accettare il declino oppure cercare di contrastarlo, favorendo la crescita di persone in grado di creare innovazioni nei settori tradizionali, in ambiti tecnologici di frontiera, nel mondo dei servizi. La prima alternativa sta già minando i risparmi della famiglie, le prospettive dei giovani, il clima socio-economico generale. Non ci sono dubbi: si deve percorrere la seconda strada.

Per farlo, bisogna innescare un processo evolutivo tra gli imprenditori, con un obiettivo ben chiaro: portare alla ribalta eredi di famiglie imprenditoriali e nuovi imprenditori capaci di fronteggiare la Grande Crisi e di cogliere le opportunità che anche nei momenti più difficili si manifestano. Occorre dare spazio agli imprenditori più bravi e ridimensionare quelli mediocri. Il processo è inevitabilmente selettivo. In buona sostanza: bisogna capire quali sono gli imprenditori che fanno la differenza. 

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A scuola di management? Le ragioni per scegliere

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29 Ott
29/10/2014
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by Carmine Tripodi

SDA Professor of Strategic and Entrepreneurial Management

È da martedì mattina che continua a pensarci. Da quando ha ricevuto la mail di invito ad un corso di formazione manageriale per le piccole e medie imprese. La settimana però ha avuto come al solito ritmi frenetici e il Signor Brambilla, da anni a capo di un’azienda con quarantacinque dipendenti che produce componenti per macchine industriali, non ha ancora avuto un attimo di tranquillità per dedicare attenzione a una cosa a cui tiene molto: la crescita delle persone della sua azienda.

Il momento ideale, forse anche l’unico, è il sabato mattina, sempre in azienda, con meno telefoni che squillano e la possibilità di concentrarsi anche su questioni di carattere non squisitamente operativo.
È proprio allora che la sua mente va a qualche anno addietro, quando aveva frequentato i suoi primi corsi, in un mondo che era completamente diverso. L’azienda da lui fondata aveva un grande bisogno di ampliare i confini di conoscenze prevalentemente operative; un favorevole contesto di mercato garantiva risorse da destinare ad investimenti dal ritorno non immediato; l’euforia del successo spingeva ad osare su terreni meno battuti; l’ottimismo e i risultati positivi davano la sensazione che anche il capo potesse abbandonare qualche giorno l’azienda. E poi, scegliere era più facile, con poche proposte da valutare…

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Together is beautiful? Oltre la retorica del Fare Rete

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13 Ott
13/10/2014
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by Federico Visconti

SDA Professor of Strategic and Entrepreneurial Management

Due provocazioni, dalla realtà vissuta.
La prima, di un imprenditore che sta valutando se avviare una collaborazione con altri: “Non è che mettendo insieme cinque aziende zoppe vien fuori un’azienda sana”.
La seconda, di un imprenditore impegnato in una rete di successo: “Se vuoi lavorare con altri imprenditori, una sera devi tornare a casa, mettere la testa sul comodino e, il giorno dopo, mettertene un’altra” .

Il tema delle aggregazioni non è nuovo, tutt’altro.
Di nuovo c’è il fenomeno delle reti d’impresa, formula “dal basso”, disciplinata da leggi del 2009 e del 2010. L’istituto della rete d’impresa è un contratto di diritto civile caratterizzato da comunione di scopo. In termini concreti, occorre che un gruppo di imprenditori decida di perseguire obiettivi condivisi (lo scambio di informazioni, l’esercizio in comune di alcune attività, …) e ne stabilisca le modalità nell’ambito di un contratto di rete, stipulato per atto pubblico o per scrittura privata autenticata. Il contratto deve contenere un programma di rete e deve prevedere un parametro di misurazione delle accresciute capacità di innovazione degli aderenti.

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