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Hai un buon capo? La risposta in sei domande

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01 Set
01/09/2014
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by Antonio Catalani

SDA Professor of Strategic and Entrepreneurial Management

Sei appena tornato dalle vacanze, quest’anno meno lunghe del solito, forse è proprio per questo che ti senti già terribilmente insoddisfatto, demotivato e annoiato; la mattina ti alzi e sei svogliato, fai davvero fatica a carburare. O, peggio, andare al lavoro è diventato fonte di ansia e non sai mai cosa può succedere (certamente nulla di buono). Oppure ti sembra che tutti in azienda siano irritabili e stiano per ammutinarsi e tu, invece, ti senti un incapace, la tua vita è diventata un inferno e rischi l’ulcera.

Forse hai solo bisogno di una vacanza vera, oppure devi cambiare stile di vita.
O, ancora, è arrivato il momento di chiederti se hai un buon capo.

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In sella all’azienda, con maggiore consapevolezza

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28 Ago
28/08/2014
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by Carmine Tripodi

SDA Professor of Strategic and Entrepreneurial Management

Le numerose giornate trascorse in questi anni occupandomi di piccole e medie imprese, il lavoro a stretto contatto con gli imprenditori, tanto in aula quanto in azienda, mi hanno progressivamente fatto assumere consapevolezza di due elementi di particolare fascino, peraltro strettamente collegati.

Primo, la centralità dell’impresa nei processi di sviluppo economico, il suo ruolo nella creazione di ricchezza di un territorio, la sua rilevanza nella costruzione di opportunità di occupazione e di crescita professionale degli individui, la sua importanza nel consolidamento dei valori dei singoli e delle comunità locali.
Secondo, la complessità della figura dell’imprenditore, di colui che è il motore principale della crescita delle imprese, che formula visioni e traccia sentieri di sviluppo, che aggrega e gestisce gli uomini per raggiungere degli obiettivi comuni, che è in prima linea per realizzare o stimolare processi di innovazione.

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Start-up: il coraggio aiuta gli audaci. L’intervista a Francesco Rieppi.

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22 Lug
22/07/2014
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by Sara Mitterhofer

Research Fellow of Strategic and Entrepreneurial Management

Giovani, carini e...preoccupati. Chi oggi ha meno 35 è cresciuto - almeno rispetto a generazioni precedenti - in un contesto di benessere, ma si è dovuto confrontare con l'asprezza di una crisi che ha reso molto più complesso l'accesso al mondo del lavoro e rischia di minare sostanzialmente le prospettive di crescita futura. Un dato su tutti: il tasso di disoccupazione giovanile che dal 2008 al 2014 è passato dal 21% al 43%.
Nonostante le grosse difficoltà, non mancano i segnali incoraggianti: da chi ha saputo realizzare con resilienza e inventiva la propria crescita professionale in Italia, ai numerosi percorsi di successo sviluppati all'estero (con la speranza di un rapido ritorno in patria), dai neoimprenditori nati dal fermento del movimento delle startup, alle nuove generazioni che hanno saputo innovare all'interno delle aziende familiari.
La rubrica "Audaces Iuvenes" che inauguriamo con questo articolo, nasce con l'obiettivo di approfondire come la generazione under 35 stia affrontando l'attuale momento storico e economico, le sfide e le opportunità di chi crede e scommette sul proprio futuro e sul rilancio del nostro sistema paese.

RieppiPartiamo dallo scenario delle start-up, con un'intervista a Francesco Rieppi, co-fondatore e CEO di Spotlime, un servizio di aggregazione e selezione di eventi personalizzati per i gusti degli utenti, che permette di prenotare e acquistare i biglietti direttamente dal proprio smartphone. La start-up nata a Natale del 2013, dopo aver riscosso un notevole successo tra gli utenti, ha raccolto un finanziamento di 200.000 Euro da IBAN (Italian Business Angel Network) attraverso il quale conta di espandersi a livello nazionale e internazionale.

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I manager, tra ciò che è giusto e ciò che è utile

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02 Giu
02/06/2014
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by Antonio Catalani

SDA Professor of Strategic and Entrepreneurial Management

Stavo rileggendo La Repubblica di Platone quando ho trovato questa frase che mi ha colpito per la sua cruda attualità: “ciò che è giusto altro non è che l’utile del più forte” dice Trasimacco a Socrate e sembra parlino del mondo di oggi, ma evidentemente il problema non è di oggi.
Chi sceglie di agire preferendo ciò che è giusto, secondo il sofista, perde sempre: negli affari come in ogni altro campo. Perdono anche coloro che commettono ingiustizie minori poiché vengono puniti e subiscono il disprezzo sociale. L’ingiusto però, per farla franca, deve essere nel pieno del potere, altrimenti ciò che ha fatto per perseguire il proprio vantaggio viene aspramente condannato. Secondo Trasimacco quindi perseguire l’utile comporta l’essere ingiusti, e l’ingiustizia non è condannata se è perpetrata da chi ha il potere.

Oggi Socrate farebbe a dir poco la figura dell’ingenuo, malamente sconfitto dalla cronaca quotidiana, ma davvero non c’è alternativa alla visione cinica di Trasimacco?

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Sette domande per una strategia di successo

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12 Mag
12/05/2014
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by Paolo Morosetti

SDA Professor of Strategic and Entrepreneurial Management

Perché una strategia fallisce?

Lo studio delle cosiddette condizioni di successo (o di efficacia) di una strategia non è materia nuova. Da tempo ricercatori e consulenti di management si sono cimentati nell’indagine, dando alle stampe suggerimenti e riflessioni, talvolta declinati  per varietà di settore oppure modello di business.

Da questo patrimonio di sapere ho voluto attingere per elaborare un test generale che aiuti i leader aziendali a giudicare la validità della strategia che intendono realizzare. Esso si articola in sette domande che verificano la sussistenza di alcuni caratteri comuni e ricorrenti che la letteratura ha indicato come distintivi di quelle più virtuose. Essendo un test generale, non valuta nel merito le scelte che un'impresa compie in un contesto. Ciò nonostante, non sorpassare a pieni voti l'esame denuncia una o più fragilità che dovrebbero far riflettere i decisori sulla consistenza e validità dell'impianto logico alla base delle loro azione.

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