Il mestiere di fare impresa nell’impresa. Intervista a Tim Neckebroeck

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13 Gen
13/01/2016
Foto del profilo di Lucia Paladino

by Lucia Paladino

SDA Lecturer of Strategic and Entrepreneurial Management

tim nTim Neckebroeck, 33enne, belga di nascita e milanese di adozione, in Albini Group dal 2008, ci racconta che cosa significa fare impresa all’interno di una delle più antiche e, allo stesso tempo, innovative aziende del tessile in Italia. Ci sono ancora troppi pochi imprenditori, almeno in Italia, che considerano l'imprenditorialità del singolo e l'autonomia dei dipendenti, nell'ideare e sviluppare un progetto all'interno dell'ambiente azienda, una chiave vincente per il progresso creativo e sostenibile. Scoprendo le attività di Tim all'interno di Albini, avremo una dimostrazione reale di come sia possibile fare impresa nell'impresa.

Cosa fai esattamente in Albini?

Ufficialmente ho tre job title.
Sono, in primis, Area manager per Cotonificio Albini e in, secondo luogo, Business Unit manager per la divisione su misura che fornisce tessuti ai migliori sarti nel mondo e a grandi clienti brand come Berluti e Prada. Quest'ultimo ruolo è legato ad un progetto imprenditoriale interno che mi è stato affidato quando sono arrivato nel 2009. All'epoca, infatti, non esisteva un progetto su misura che fornisse ai grandi clienti questo servizio per i loro clienti finali più esigenti.

Quindi fai l’imprenditore?

Per comprendere meglio i miei ruoli è bene capire come agisce la nostra azienda. Una azienda in cui se si ha una buona idea tutti collaborano alla sua realizzazione.
Dal 2014 abbiamo avviato un progetto unicamente B2C nel campo degli accessori uomo che mi ha permesso di acquisire il mio terzo ruolo: Brand Manager di Thomas Mason ed è in questa parte del mio lavoro che faccio l’imprenditore in azienda. Abbiamo così trasformato un brand storico di tessuti, acquisito da Albini nel 1992, in una linea completa di accessori uomo, non perdendo la forza creativa e l'heritage di un archivio storico che pone le sue radici nel lontano 1796.

Puoi raccontarci meglio questa iniziativa?

VetrinaQuesto progetto nasce dall'idea di dare all'azienda, dopo tanti anni una nuova veste. Trasformare un'azienda da B2B a B2C non è facile perché bisogna stare attenti a non distogliere troppe risorse dal core, a non mettere a rischio i business sicuri e radicati e soprattutto bisogna cambiare mentalità, riorganizzandosi e accettando la sfida di immettere un nuovo brand sul mercato in un momento peraltro non facile per il settore. Una sfida che comporta il cambiamento di strategie e sistemi che negli anni hanno dato lavoro a 1.400 persone di cui 900 in Italia, senza tradire l'ispirazione e la tradizione del gruppo.

Quali sono gli ingredienti per far evolvere la tradizione innovando?

In Albini il confronto e il dialogo sono la base per dare continuità alla solidità del gruppo e consentire la nascita di idee innovative. Ogni lunedì io e il mio team ci riuniamo per condividere problemi e idee, ognuno di noi deve presentare agli altri partecipanti 3 idee nuove e 3 problemi mantenendo sincerità e chiarezza nell'esposizione. Da queste riunioni si configura poi la settimana che sarà dedicata alla risoluzione dei problemi e alla crescita.

Qual è l’ingrediente di successo per fare impresa nell’azienda?

L’ascolto. Ed è proprio ascoltando i propri collaboratori che grandi capi d’impresa, come Silvio Albini, hanno creato impresa nell’impresa. Silvio Albini incoraggia quotidianamente i dipendenti in azienda: "Se avete una buona idea, tutti insieme, la possiamo realizzare."

E come si declina, questo modo di fare impresa, nelle attività quotidiane e nel rapporto con il team?

L’unico modo sono l’esempio e l'ascolto. Infatti non basta solo pensare che le buone idee possano diventare realtà perché questo accada. Ma bisogna saper ascoltare i propri collaboratori e dare il giusto spazio alle persone e alle idee. Seguendo l’esempio del mio capo ho imparato a dare spazio ai miei collaboratori.
Un buon manager deve essere prima di tutto una persona con cui poter condividere problemi e idee in un ambiente sereno e stimolante.

intrapreneurInoltre come manager e capo progetto le caratteristiche fondamentali sono tre:

  1. devi credere nelle persone e motivarle: la visione deve essere coerente per tutti e deve promuovere la realizzazione delle azioni dei singoli;
  2. poter apprendere in ogni momento non solo dal mio capo ma da tutti i miei collaboratori. E non solo, bisogna apprendere anche nei momenti di relax, leggendo buoni libri e imparando dalle letture quotidiane;
  3. l'ascolto è una fase determinante, saper ascoltare equivale a saper leggere il mercato, saper capire le persone e ottenere il meglio dai cambiamenti.

Consiglieresti questo percorso anche ad altri?

Sia dal punto di vista del dipendente che dell'imprenditore, incentivare l'imprenditorialità interna significa migliorare l'azienda stessa e potenziare i propri dipendenti. Le aziende hanno bisogno di innovazione per riuscire ad avere successo in questa società liquida e l'innovazione (di business, di management, di organizzazione, di cultura...) passa attraverso l'imprenditorialità e la collaborazione di figure e di punti di vista diversi all'interno della stessa realtà aziendale. Consiglio vivamente a tutti di sviluppare questo percorso all'interno delle aziende.

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