La passione per la terra: l’opportunità per le nuove generazioni. Intervista a Maria Letizia Gardoni

25 Feb
25/02/2015
Foto del profilo di Sara Mitterhofer

by Sara Mitterhofer

Research Fellow of Strategic and Entrepreneurial Management

 
“L’agricoltura sta dando, specialmente ai giovani, l’opportunità di restare in Italia e di crearsi una opportunità di crescita professionale e personale. Sta concedendo risposte concrete a bisogni reali in un momento in cui c’è un totale ripensamento dei modelli di sviluppo del nostro Paese. In una condizione in cui sono tanti i segnali di recessione, l’agricoltura è l’unica realtà economica e sociale caratterizzata da una scia di trend positivi, dall’occupazione, al fatturato, fino all’export.”

MariaLetiziaGardoniPer la 26enne Maria Letizia Gardoni il settore agricolo rappresenta una speranza per rilanciare il paese. Occhi vispi, sorriso sui denti e determinazione ferrea, a 19 anni ha fatto un mutuo per dar vita alla propria impresa di orticoltura macrobiotica, a 25 anni è stata eletta Delegata Nazionale di Coldiretti Giovani Impresa.

Da cosa deriva tutta questa passione per l’agricoltura? Ci puoi spiegare brevemente cosa significa "orticultura macrobiotica"?

Con la passione per la campagna ci sono nata e cresciuta. Fin da piccola, quando iniziavo ad immaginare che cosa avrei fatto “da grande”, ho sempre sognato un futuro lavoro che mi potesse permettere di stare all’aria aperta, a contatto con la natura. Con il passare degli anni ho fatto di questo mio grande desiderio un progetto di vita: dopo gli studi classici ho conseguito una Laurea in Scienze e Tecnologie agrarie e a circa 20 anni ho avviato la mia azienda agricola.
Produco ortofrutta seguendo il disciplinare della policoltura Ma-Pi, una tecnica di coltivazione naturale che ha l’obiettivo di ridurre al minimo l’impatto ambientale, di tutelare e salvaguardare la biodiversità vegetale e animale, di produrre cibo sano e sicuro destinato alla dieta macrobiotica.

Stiamo osservando una crescente natalità di startup nel settore agroalimentare. Si può fare innovazione in un settore così tradizionale?

Il settore agroalimentare ha dei confini così ampi e plasmabili che, ad oggi, è uno dei contesti in cui l’innovazione culturale e tecnologica sta avendo la maggiore affermazione. Si fonda certamente su radici solide e profonde che trovano espressione nella nostra riconosciuta tradizione ma è proprio da questa che si eleva e si proietta nella contemporaneità e nella modernità attraverso i cambiamenti del nostro secolo.

terraOggi l’imprenditore agricolo è contestualizzato nella nostra epoca di profondi mutamenti e da questi non si lascia intimidire ma, al contrario, li cavalca per non perdere il passo. Sono tante le innovazioni che oggi stanno dando un nuovo volto al settore: quelle meccaniche, quelle tecnologiche e quelle di servizio. E sono guidate soprattutto dalle nuove generazioni.

I dati statistici indicano che i giovani stanno riscoprendo l’agricoltura anche e soprattutto come fonte di occupazione e reddito. Tuttavia, nonostante le politiche incentivanti che sono state promosse dal Governo, rimangono molte le difficoltà da affrontare. Quali sono secondo te gli interventi urgenti di politica economica da implementare a sostegno dei giovani in agricoltura?

Accesso al credito, accesso alla terra, la ricerca, un’adeguata formazione e la lotta alla concorrenza sleale rappresentano gli ambiti all’interno del quale il Governo dovrebbe agire urgentemente. Sono infatti questi i maggiori ostacoli e le più pesanti distorsioni e inefficienze che rallentano un ulteriore progresso nel ricambio generazionale e nello sviluppo di un settore che ha ancora molti margini di miglioramento, soprattutto in termini economici.

Coldiretti Giovani Impresa sta facendo la sua parte: ne è un esempio CreditAgri Italia, il primo confidi del settore agroalimentare che in pochi anni ha finanziato quasi 400 milioni di euro per la nascita o il ripensamento di giovani aziende, lo stimolo lanciato per la nascita della Banca della Terra che in ogni Regione ha il compito di censire terreni inutilizzati con lo scopo di metterli a disposizione di chi vuole investire, l’impegno nel contribuire al piano del Governo “La Buona Scuola” affinché il nostro sistema di formazione diventi sempre più duale e sappia mettere da subito in contatto il mondo scolastico con quello lavorativo, la nascita dell’Osservatorio sulla Criminalità nel settore agroalimentare (guidato da Giancarlo Caselli) che ha lo scopo di denunciare e punire i reati di contraffazione e sofisticazione che avvengono a danno del vero Made in Italy.

Anno 2015, anno dell’EXPO. Quali opportunità rappresenta questa vetrina che porta l’Italia al centro delle tematiche mondiali sulla nutrizione e la sostenibilità?

L’Expo dovrà essere un momento di confronto politico e culturale a livello mondiale in merito a questioni di somma importanza ed urgenza che ruotano attorno al cibo, alla sua accessibilità e qualità, alla sua produzione e soprattutto alla sua tutela se adeguatamente considerato come bene comune e non come merce di scambio.
L’Italia in questo avrà un ruolo fondamentale e come Coldiretti ritengo che sia necessario ragionare su un modello di sviluppo fatto di distintività, identità, salvaguardia, sicurezza e sovranità alimentare, mantenimento dei territori, equità sociale e sostenibilità economica, applicabile non solo nel nostro Paese ma esportabile anche in altri contesti, soprattutto in quelli dove oggi molti popoli sono vittime di land grabbing e water grabbing poiché assoggettati alle logiche capitalistiche di grandi multinazionali.

AgricultureIl tuo prossimo obiettivo è di natura sociale, ovvero l’apertura di un centro agricolo di ippoterapia. Dove ti vedi tra 10 anni?

Le scelte, in generale, non sono mai facili! Implicano sempre la rinuncia di qualcosa. Mi piace mettermi in gioco, godermi appieno i miei anni, le mie potenzialità e anche i miei limiti. Vivo ponendomi degli obiettivi e consumo i giorni nella ricerca del loro raggiungimento. E’ per questo che tra dieci anni mi vedo con i miei desideri di oggi realizzati e con sogni nuovi da progettare. Avrò qualche rata del mutuo in meno da pagare, il mio centro di ippoterapia in funzione, qualche ettaro di terreno in più, magari in collina, una giovane famiglia.

Mi vedo in Italia, in un’Italia migliore di questa, 35enne, ancora giovane ma già imprenditrice agricola soddisfatta, magari continuerò il mio lavoro in Coldiretti e sicuramente continuerò a sognare e a portare avanti le mie scelte di vita con la stessa passione con cui lo sto facendo oggi.

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