A scuola di management? Le ragioni per scegliere

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29 Ott
29/10/2014
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by Carmine Tripodi

SDA Professor of Strategic and Entrepreneurial Management

È da martedì mattina che continua a pensarci. Da quando ha ricevuto la mail di invito ad un corso di formazione manageriale per le piccole e medie imprese. La settimana però ha avuto come al solito ritmi frenetici e il Signor Brambilla, da anni a capo di un’azienda con quarantacinque dipendenti che produce componenti per macchine industriali, non ha ancora avuto un attimo di tranquillità per dedicare attenzione a una cosa a cui tiene molto: la crescita delle persone della sua azienda.

Il momento ideale, forse anche l’unico, è il sabato mattina, sempre in azienda, con meno telefoni che squillano e la possibilità di concentrarsi anche su questioni di carattere non squisitamente operativo.
È proprio allora che la sua mente va a qualche anno addietro, quando aveva frequentato i suoi primi corsi, in un mondo che era completamente diverso. L’azienda da lui fondata aveva un grande bisogno di ampliare i confini di conoscenze prevalentemente operative; un favorevole contesto di mercato garantiva risorse da destinare ad investimenti dal ritorno non immediato; l’euforia del successo spingeva ad osare su terreni meno battuti; l’ottimismo e i risultati positivi davano la sensazione che anche il capo potesse abbandonare qualche giorno l’azienda. E poi, scegliere era più facile, con poche proposte da valutare…

Oggi invece ha molti più dubbi. Le persone che ha progressivamente inserito in azienda hanno un’esperienza e un livello di istruzione decisamente più elevato; le risorse disponibili non sono quelle di una volta e occorre pur tagliare da qualche parte gli investimenti; la crisi economica che in questi anni attanaglia le aziende non sembra dare spazio a questioni che non siano concrete; i mille impegni di varia natura lasciano davvero poco tempo in agenda. E poi, scegliere è diventato molto più difficile, dovendo districarsi in una pletora di proposte, tra cui spesso si fatica a comprendere le differenze...

Chissà quante volte vi sarete trovati in una situazione, in tutto o in parte, analoga a quella del Signor Brambilla, di fronte a due quesiti chiave che riecheggiano nella mente quando pensate alla formazione vostra e dei vostri collaboratori:

  1. Ha senso, oggi, di fronte a tutti i dubbi appena espressi, destinare tempo e denaro ad un corso di formazione?
  2. Come si fa a scegliere il corso giusto?

Investire in formazione?

studioLa prima domanda non ammette dubbi né esitazioni: abbiamo bisogno di rafforzare e di rinfrescare sistematicamente il nostro patrimonio di conoscenze. Troppo spesso capita di non rendersi conto di quanto si è fortunati ad avere la possibilità di studiare e di apprendere. La conoscenza è l’unica cosa che, da un punto di vista professionale, ci rende liberi di scegliere e di costruire. Non ‘essere all’altezza’ può precluderci delle possibilità, può tenerci fuori da importanti tavoli di lavoro. E con le sfide sempre più complesse che le aziende si trovano a dover affrontare, c’è sempre il rischio che ci sia un livello del confronto per il quale non ‘si è all’altezza’ e si rimanga tagliati fuori.

C’è poi un secondo aspetto che spinge a investire in formazione: abbiamo bisogno di stimoli e di confronti continui per diventare migliori. Il rischio che in qualsiasi lavoro la routine prenda il sopravvento e che si proceda quasi per inerzia è dietro l’angolo. Avere un contesto, un gruppo di persone che ci pungoli costantemente, che ci costringa a metterci in discussione, che ci faccia pensare anche con linguaggi e modalità diverse da quella a cui siamo abituati, rappresenta un’occasione unica per crescere. Non è detto che questo luogo sia necessariamente il corso di formazione, ma il corso può sicuramente essere un’occasione preziosa in questa direzione.

Quale corso scegliere?

foto aulaLa seconda questione lascia maggiore spazio alla discussione. Di corsi ‘giusti’ o, forse meglio, di corsi che possa valere la pena frequentare ce ne sono sicuramente tanti. Nella scelta possono intervenire anche considerazioni del tutto personali, ma allo scopo di evitare errori è necessario prestare grande attenzione ad un processo di acquisto di estrema importanza.

Occorre pertanto assicurarsi che il programma selezionato soddisfi sempre alcune condizioni:

  • Sia un programma di qualità, non solo dei contenuti proposti, ma anche dei docenti che li erogano, delle strutture che li ospitano, delle Scuole e delle Istituzioni che li offrono, la cui immagine e reputazione, in ultima istanza, rappresenta una importante garanzia del programma;
  • Si svolga con modalità didattiche innovative e coinvolgenti, quali possono essere esercitazioni, discussioni di casi aziendali, business game e giochi di ruolo, che risultano fondamentali per tenere alta l’attenzione, stimolare la partecipazione, nonché verificare l’effettivo apprendimento dei contenuti;
  • Offra la possibilità di applicare i modelli sviluppati al vostro caso aziendale, sia attraverso riflessioni in aula, sia attraverso lavori ad hoc, mettendo eventualmente a vostra disposizione la possibilità di essere seguiti da un tutor in questa specifica attività, in modo che si possa cominciare da subito a toccare con mano le implicazioni operative e il contributo concreto che gli strumenti sviluppati in aula possono portare alla gestione dell’azienda;
  • Consenta l’accesso a un network di valore, fatto di colleghi, di docenti e di uomini d’azienda, con cui condividere idee ed esperienze, in grado di arricchire il confronto, che rappresenti una occasione importante per lo sviluppo di relazioni personali e di opportunità di collaborazione;
  • Sia occasione di continuità di apprendimento, offrendovi la possibilità di partecipare ad incontri e testimonianze anche successivamente alla conclusione del corso, di ricevere delle newsletter tematiche ed esprimere il vostro punto di vista nei forum di discussione, di ampliare i contenuti sviluppati in aula e di costruire, eventualmente, un più completo percorso di formazione.

managementCerto, quello che alla fine fa la differenza nell’efficacia dell’apprendimento è sempre l’atteggiamento e la predisposizione di chi partecipa, la ‘cattiveria’ e l’energia con cui si affronta l’esperienza dell’aula, la disponibilità ad aprirsi al confronto e a mettersi in discussione. Ciononostante, essere esigenti nella scelta del programma e verificarne a fondo gli aspetti di valore, significa sicuramente essere partiti con il piede giusto.

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